Dal glutine che fa ingrassare allo zucchero che "intossica", dal digiuno intermittente come panacea alle proteine che "fanno male ai reni": il web è pieno di informazioni alimentari non accurate, e distinguere il vero dal falso non è mai stato così difficile. L'Istituto Superiore di Sanità ha lanciato un questionario per testare il tuo livello di consapevolezza. Noi andiamo oltre, e ti spieghiamo perché affidarsi a un nutrizionista è ancora la bussola più affidabile.
Il piatto è diventato un campo minato informativo
Mangiare è uno degli atti più quotidiani e naturali della vita umana. Eppure oggi, intorno al cibo, si è costruito un ecosistema informativo caotico, spesso contraddittorio, frequentemente pericoloso. Social media, blog, influencer del benessere, podcast di dubbia autorevolezza: ogni giorno milioni di persone ricevono messaggi sull'alimentazione che non hanno nessuna base scientifica solida.
L'Istituto Superiore di Sanità ha deciso di affrontare il tema con un approccio originale: un questionario di 5 domande, intitolato "Bufale nel piatto", per mettere alla prova le conoscenze dei cittadini e sviluppare uno sguardo più critico verso le informazioni che circolano online. L'iniziativa è aperta fino al 3 giugno 2025 e vale la pena partecipare, non per la competizione, ma per la consapevolezza.
Noi vogliamo andare un passo più in là, e analizzare alcune delle bufale più diffuse, capire perché attecchiscono così facilmente, e ricordare perché il ruolo del nutrizionista resta insostituibile in un panorama simile.
Le bufale più dure a morire, e cosa dice davvero la scienza
"Il glutine fa male a tutti"
Questa è probabilmente la bufala alimentare degli ultimi dieci anni. La celiachia è una patologia autoimmune reale, seria, che riguarda circa l'1% della popolazione mondiale. La sensibilità al glutine non celiaca esiste, ed è oggetto di ricerca attiva. Ma la stragrande maggioranza delle persone che hanno eliminato il glutine dalla propria dieta lo ha fatto sulla base di trend culturali, non di indicazioni mediche.
Il mercato del "gluten free" ha fatto il resto: prodotti presentati come più sani, più leggeri, più "puri". In realtà molti prodotti senza glutine destinati a chi non ha patologie sono più ricchi di zuccheri semplici e grassi saturi rispetto ai corrispettivi tradizionali, e impoveriscono la dieta di fibre preziose.
"Lo zucchero è veleno"
La demonizzazione totale dello zucchero è un altro classico. Il glucosio è il carburante principale del cervello e del sistema nervoso. Il problema non è lo zucchero in sé, ma il consumo eccessivo di zuccheri aggiunti e raffinati, in contesti di dieta complessivamente sbilanciata. La distinzione tra zuccheri naturalmente presenti negli alimenti (frutta, latticini) e zuccheri aggiunti è fondamentale, e spesso completamente ignorata nel dibattito online.
"I latticini fanno male alle ossa"
Un paradosso diffuso: i latticini, ricchi di calcio e vitamina D, farebbero perdere calcio alle ossa a causa della loro "acidità". Questa teoria, smentita da decenni di ricerca, continua a circolare. Le prove scientifiche disponibili mostrano che un consumo moderato di latticini è associato a una migliore densità ossea, non a una peggiore.
"Le proteine in eccesso fanno male ai reni"
Vero in una condizione: persone con insufficienza renale preesistente. Per adulti sani con funzionalità renale normale, le evidenze non supportano un effetto nefrotossico di diete ad alto contenuto proteico nei range comunemente raccomandati. Questa bufala, però, ha convinto molte persone a ridurre le proteine proprio in fasi della vita, terza età, recupero post-operatorio, attività fisica intensa, in cui il fabbisogno proteico è invece aumentato.
"I cibi biologici sono sempre più nutrienti"
Il biologico ha valori importanti: riduzione dell'impatto ambientale dei pesticidi, benessere animale, pratiche agricole più sostenibili. Ma la superiorità nutrizionale del biologico rispetto al convenzionale è un tema molto più sfumato di quanto la comunicazione di marketing lasci intendere. Le differenze nei macronutrienti sono generalmente trascurabili; alcune differenze nei micronutrienti esistono ma raramente hanno rilevanza clinica nella pratica quotidiana.
Perché le bufale alimentari hanno così tanto successo
Capire perché certe false credenze resistono è importante quanto smentirle. Alcuni meccanismi ricorrenti:
Il primo è la semplicità. "Il glutine fa male" è una frase di tre parole. La realtà scientifica, che distingue celiachia, sensibilità non celiaca, varietà di glutine, contesti individuali, è molto più articolata. Le bufale vince per sintesi.
Il secondo è l'effetto testimonianza. "Ho eliminato i latticini e mi sono sentita meglio" è un'esperienza soggettiva reale, ma non generalizzabile. Il corpo è straordinariamente plastico e risponde ai cambiamenti di abitudini in modi che non sono sempre attribuibili a quello specifico cambiamento. L'effetto placebo esiste, la regressione verso la media esiste.
Il terzo è la diffidenza verso l'industria alimentare. Una diffidenza spesso legittima, ma che può portare a cercare informazioni in fonti alternative altrettanto interessate economicamente, solo su prodotti diversi.
Il quarto è il vuoto lasciato dalla comunicazione scientifica, che fatica a essere veloce, semplice e accattivante quanto un post virale.
Il ruolo del nutrizionista: un antidoto concreto alla disinformazione
In questo scenario, il nutrizionista non è solo una figura che "prescrive diete". È, o dovrebbe essere, un punto di riferimento scientifico capace di tradurre evidenze complesse in indicazioni pratiche personalizzate.
Un professionista della nutrizione aggiornato sa distinguere ciò che è consolidato da ciò che è ancora oggetto di dibattito scientifico. Sa comunicare l'incertezza senza alimentare ansia. Sa contestualizzare: quello che vale per una persona con insulino-resistenza non vale per un atleta di endurance, e quello che è vero a livello di popolazione non è necessariamente vero per il singolo.
Affidarsi a un nutrizionista significa anche avere qualcuno che può smentire, con dati alla mano e ascolto reale, le false credenze che abbiamo magari interiorizzato da anni, senza che ce ne accorgessimo.
Partecipa al questionario ISS e allenati al pensiero critico
L'iniziativa "Bufale nel piatto" dell'Istituto Superiore di Sanità è un punto di partenza eccellente per chiunque voglia fare un check-up della propria alfabetizzazione nutrizionale. Cinque domande, pochi minuti, un esercizio di consapevolezza che può fare la differenza.
Puoi partecipare al questionario fino al 3 giugno qui: https://lnkd.in/da6ySAPU
E se dopo averlo fatto ti accorgi di avere domande, o di voler rivedere qualche abitudine alimentare con una guida professionale, i nutrizionisti di nutrinclick sono a disposizione!
⚠️ Disclaimer
📌 Le informazioni riportate hanno finalità esclusivamente informative e divulgative.
Non costituiscono consulenza medica o nutrizionale personalizzata e non sostituiscono il parere del professionista.
Ogni situazione individuale richiede una valutazione specifica da parte di un nutrizionista o medico qualificato.
